massimo greco

 

 

 

 

ATO….mica Rifiuti 

La questione rifiuti non sembra cessare e giornalmente assistiamo a disservizi, a scioperi degli operatori, a polemiche politiche nei consigli comunali ed a proteste dei cittadini contribuenti tutt’altro che rassegnati. Negli ultimi due mesi buona parte dei consigli comunali ha affrontato il problema ed ha cominciato a mettere dei punti fermi sul futuro, tuttavia la questione delle tariffe rimane totalmente aperta per gli anni (2004-2005) in cui le stesse sono state determinate dalla Società Enna-Euno e non, come prevede la normativa attuale, dai consigli comunali. La mancanza di dialogo tra Sindaci e Consigli Comunali da una parte e tra cittadini-contribuenti e Società Enna-Euno dall’altra, ha generato l’implosione nella gestione della macchina rifiuti. La miscela esplosiva è stata altresì alimentata da una strana forma di superbia che hanno dimostrato di possedere gli amministratori della Società. Probabilmente bisognerebbe fare loro capire alcune cose fondamentali, che per la verità sfuggono anche ad altri. Nella gestione della cosa pubblica il faro della trasparenza è l’interesse collettivo, quello stesso perseguito dall’art. 97 della Costituzione. E l’interesse collettivo merita identica tutela anche nel caso di gestione dei servizi pubblici, poco importando sotto tale aspetto se esso sia svolto da un soggetto pubblico o da un privato in regime di mercato e concorrenza o di esclusiva. Infatti, anche l’attività degli enti pubblici economici e dei gestori di servizi pubblici quando si manifesta nella gestione di interessi pubblici, rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 97 della Costituzione. Essa, pur se sottoposta di regola al diritto comune, è svolta, oltre che nell’interesse proprio, anche per soddisfare quelli della collettività ed ha rilievo pubblicistico, sicchè si deve attenere ai principi della trasparenza e del buon andamento della pubblica amministrazione (Consiglio di Stato, adunanza plenaria, decisione n. 4/99 e    Consiglio di Stato, Sez. V°, N. 7.900 del 9/12/2004). Per tradurla in termini meno giuridici e più comprensibili, quando viene gestito denaro pubblico, la gestione non è equiparabile a quella della propria bottega. Quindi nessuno può permettersi di sfuggire alle regole del mercato concorrenziale per le forniture o a quelle di evidenza pubblica per l’appalto dei servizi o a quelle della trasparenza per l’accesso agli atti dei procedimenti o a quelle più generiche ma pregnanti di cui al citato art. 97 della Costituzione. Il fatto che la Commissione provinciale Tributaria con sentenza n° 49/01/06 abbia accolto il ricorso presentato dal contribuente Massimo Greco annullando una fattura del 2004 la dice lunga su chi aveva ragione in ordine alla competenza sulla determinazione delle tariffe, ma emergono ulteriori e fondati motivi per esclamare che “non finisce qua!!”.   

Il Consigliere Provinciale

 

Enna 15 /5/2006

 Massimo Greco
 

 

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