massimo greco

 

           La Provincia e suoi candidati

 

 

 

La Provincia Regionale va al rinnovo dei propri organi elettivi, il Presidente eletto direttamente ed il Consiglio provinciale formato da 25 Consiglieri divisi in due Circoscrizioni. Non sarebbe opportuno dare soddisfazione agli elettori chiedendo ai tanti candidati che il 25 maggio si divideranno l’elettorato cosa ne pensano dell’Ente Provincia? Che tipo di Ente locale è, e cosa lo differenzia dal Comune e dalla Regione? Non sarebbe necessario chiedere agli aspiranti Amministratori quali siano oggi le competenze della Provincia alla luce della novella riforma costituzionale? E perché la Provincia in Sicilia assume l’estensione “regionale” a differenza delle Province del resto d’Italia? Non sarebbe giusto conoscere il pensiero dei candidati sul modo in cui si vuol fare funzionare la macchina amministrativa della Provincia? Su quali e quante risorse può contare oggi la Provincia? Può programmare una politica di investimenti sul territorio con risorse finanziarie proprie o dovrà contare solo sui famosi fondi di Agenda 2000? E’ ancora in condizione di assumere impegni con gli artigiani o con gli Imprenditori agricoli per incentivare i loro investimenti? E’ancora in condizione di garantire i livelli occupazionali della partecipata società mista Multiservizi o le quote azionarie distribuite tra Consorzio Universitario, Consorzio Autodromo di Pergusa, Biennale di Archeologia, Ente Parco Floristella, Consorzio ASI, Consorzio ATO rifiuti, Consorzio ATO risorse idriche, Cesis s.p.a, Sicilia Ambiente s.p.a.?

Queste sono una serie di domande alle quali non si può fare a meno di rispondere se si aspira a diventare Amministratore della Provincia. Se poi si aspira a ruoli di governo come la carica di Presidente o nell’esecutivo nominato da quest’ultimo, allora il livello di professionalità e di competenza dovrebbe subire una decisa accelerazione. Niente tentennamenti o tentativi scopiazzati di apparire preparati, in questo caso bisogna infatti avere fin da subito le idee chiare su quello che si vuole fare. Ciò in considerazione del fatto che la comparazione con esperienze vissute (per chi è già stato Amministratore) può servire ma non è esaustiva per dare le giuste risposte. Viviamo infatti in un fase di permanenti cambiamenti sia sul piano socio-economico che su quello istituzionale e pertanto non esiste un modello di Istituzione Pubblica che vale per più di un mandato. Da questa analisi deriva la necessità di una politica flessibile che sappia adattarsi alle esigenze di ogni territorio, che sappia intercettare le numerose istanze che provengono dallo stesso e che riesca, con mirate azioni di governo, a rispondere adeguatamente. Nessuna regola prescritta quindi, nessun manuale da consultare preventivamente o da concertare nei rispettivi partiti di appartenenza. Soltanto una discreta conoscenza dei fenomeni sociali ed economici che interessano il territorio, una base formativa di diritto pubblico (se non altro per discriminare i livelli istituzionali previsti dalla Costituzione), una buona capacità di innovare e, per completare, una buona dose di coraggio istituzionale. Se a queste si aggiungeranno dosi di umanità, senso delle Istituzioni e senso di appartenenza alla propria identità, allora si potrà aspirare a rivestire qualunque carica elettiva prevista dall’Ordinamento Giuridico, compresa quella di Presidente della Provincia. Che ben venga quindi una serrata competizione elettorale a condizione che a prevalere siano le idee dei candidati e non, come spesso accade dalle nostre parti, i giochi di potere.

 

                                                                                                                                                                                                                                   

Dott. Massimo Greco