massimo greco

 

    

 

 

 La Camera di Commercio suona le trombe della ritirata 

La Camera di Commercio di Enna, così come tante altre strutture pubbliche, ha avviato la propria cura dimagrante nel rispetto dei principi di ottimizzazione e razionalizzazione della spesa. Appariva infatti strano che un’ Ente come la Camera di Commercio, la cui esistenza è fortemente a rischio nella nuova architettura istituzionale, potesse continuare ad impegnare la quasi totalità del rispettivo bilancio per partecipare a Consorzi di Enti Pubblici. La nuova Presidenza, ha fatto la cosa giusta revocando l’impegno finanziario per i Consorzi Ente Autodromo di Pergusa ed Ente Biennale di Archeologia. Sta accadendo quello che da qualche anno sosteniamo e che la politica, spesso e volentieri, fa finta di non recepire. Il tempo delle “vacche grasse” è terminato e l’utilizzo delle risorse pubbliche non può più essere svincolato da una seria ed attenta valutazione sulla proporzione tra gli obiettivi conseguiti o da conseguire ed i costi sostenuti o da sostenere. La Camera di Commercio, purtroppo farà da apripista ad altri Enti, compresi alcuni piccoli Comuni della provincia di Enna i cui bilanci non consentono più gli impegni assunti nel decennio precedente. Fra questi impegni, vi sono certamente quelli relativi alla partecipazione in Società per azioni o in Consorzi pubblici. Certo non è stato facile per gli Amministratori dell’Ente camerale, scegliere a chi revocare l’impegno, visto che risulta essere Socio anche del Consorzio Ennese Universitario e della nuova Agenzia provinciale per l’Ambiente, pur tuttavia la valutazione è stata fatta senza offesa per nessuno. Ed in tempi di “vacche magre” i criteri oggetto di valutazione non potevano che essere oggettivamente economici. Da condividere è la scelta fatta perché basata su dati reali ed attuali: il Consorzio Ente Autodromo di Pergusa ha esaurito la propria mission statutaria non potendo più offrire alla collettività la promozione di eventi sportivi connessi al circuito automobilistico. L’esistenza stessa del Consorzio è seriamente messa a repentaglio. Il Consorzio Ente Biennale di Archeologia, ad oggi, continua ad essere una scatola totalmente vuota, priva di progettualità e programmazione. Certo, il nuovo Presidente è animato di buona volontà e di contaminante simpatia, ma basteranno tali requisiti caratteriali a convincere un Consiglio Comunale ad investire parte del proprio bilancio sull’Ente Biennale di Archeologia?                                                                                                                                                    

                                                                                                                                                                                        

5/1/2007  Massimo Greco
 

 

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