massimo greco

 

 
 

 

Tutti accesi i motori di Kore 

A partire dall’anno accademico 2006-2007 Kore inizia il vero percorso universitario all’insegna dell’autonomia riconosciuta dal Ministero dell’Università. Quindi nessun nuovo corso di laurea decentrato dalle altre Università siciliane ma 14 corsi di laurea di primo livello e 6 corsi di laurea specialistica che richiederanno l’immatricolazione direttamente alla Libera Università Kore. Un traguardo ambizioso e rischioso nello stesso tempo. L’autonomia è valore che va alimentato costantemente e Kore lo sa benissimo, visto che non è un ateneo statale che riceve trasferimenti finanziari dallo Stato. Kore vive di trasferimenti finanziari erogati dalle Istituzioni locali che fanno parte del Consorzio Ennese Universitario e, a partire da questo anno accademico, anche delle tasse universitarie versate dalle nuove matricole. Tutti sanno che la tassa ammonta a circa 1.800,00 euro, molto più di quella richiesta da un ateneo statale siciliano, ma anche molto meno di quella richiesta da numerosi atenei non statali e/o privati del resto d’Italia. L’entità della retta annuale è un dato di partenza, ma non può rappresentare il solo indicatore a cui dovrà fare riferimento lo studente siciliano ai fini della scelta. Altri importanti indicatori dovranno essere valutati e fra questi certamente il livello qualitativo della docenza, il rapporto docente-studente, il livello di formazione richiesto allo studente ai fini del riconoscimento dei crediti, il valore che viene riconosciuto all’elaborazione delle tesi, l’importanza che viene attribuita ai tirocini svolti presso Aziende pubbliche e private. A questi si aggiungono altri indicatori inerenti il percorso universitario, tra cui le azioni di orientamento e sostegno allo studio, l’implementazione didattica nei laboratori, la propensione dell’ateneo alla ricerca. Altri indicatori riguardano invece il contesto, come la qualità della vita dello studente sia all’interno delle strutture universitarie che all’esterno, il grado di relazione esistente fra università e territorio, servizi collaterali efficienti che facilitino la mobilità,  un contesto cittadino attraente per le ore dedicate al tempo libero, attività ricreative, culturali, sportive ecc… Tanti indicatori, quindi, che dovranno essere valutati per giustificare la scelta dello studente ad iscriversi all’Università Kore di Enna anziché in una delle tradizionali Università siciliane. Questo ragionamento dovrebbe portare i maggiori Enti locali della provincia, Provincia Reg.le e Comune capoluogo, ad istituire con urgenza l’Assessorato per la promozione e lo sviluppo dell’Università Kore. Vero è che la gestione di Kore continua ad essere appannaggio di pochi illuminati Dirigenti, ma vero è anche che, partita la vera sfida con le altre Università, a perdere non saranno i soli illuminati Dirigenti ma l’intera collettività della provincia di Enna.      

                                                                                                                                                            

 
Enna  30/9/2006

 Massimo Greco