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massimo greco |
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Il centro-sinistra scarica Salerno Non è ufficiale ma poco ci manca, Salerno non è più gradito alla guida della Presidenza della Provincia e, pertanto, una sua ricandidatura non sarebbe opportuna. Per la verità anche lo stesso Salerno è di questo avviso, visto che all’abito stretto di Presidente dell’ente Provincia, ha sempre preferito quello più flessibile, più innovativo, più stimolante e meno controllato dell’Università Kore. Ma forse è giusto così, che ognuno ritorni a fare quello a cui è maggiormente portato per vocazione e per competenza. La politica ai politici, la gestione ai manager, la scuola e l’università ai professori, l’economia agli imprenditori ecc……Salerno, con l’accordo dei suoi amici, potrà continuare a fare il Presidente della Libera Università Kore, lasciando ai medici della politica l’onere di rianimare il moribondo Ente Provincia. Sì, perché di questo si tratta! La Provincia non è mai stata così male, basta parlare con i dipendenti, che hanno promosso in questi giorni diverse azioni di protesta, per rendersene conto. Una nave senza il timoniere, che ondeggia quotidianamente nella speranza che qualcuno, di buona volontà, afferri quel timone e ripristini la rotta. La Provincia merita di essere amministrata da un Presidente che senta suo il dovere, ma anche l’onore istituzionale, di guidare un importante ente esponenziale degli interessi della comunità ennese. Un Presidente che preferisce non ricevere nessuno o, peggio ancora, gradisce le visite nella sede dell’Università, la dice lunga sul senso di appartenenza all’Istituzione Provincia e sulla compatibilità dello stesso con l’impegno che tale ruolo richiede. Nulla di personale ovviamente, del resto non mi pare di essere il solo a pensarla così. Nel nuovo partito democratico lo dicono tutti anche se non ufficialmente. I partiti minori del centro-sinistra invece, non ne fanno più mistero già da qualche anno. I Consiglieri provinciali della sinistra radicale dopo avere sfiduciato il proprio Assessore in Giunta non perdono occasione per prendere quotidianamente le distanze da atti e comportamenti del Presidente Salerno. Per non parlare del Vice Presidente del Consiglio Ferragosto, che si è anche sostituito all’inesistente opposizione di tanti colleghi del centro-destra. E la società civile? Anche questa ha promosso veri e propri atti di belligeranza nei confronti del Presidente Salerno. L’Assoutenti, rea di avere rotto alcuni giocattoli della politica ennese, ne è l’esempio più emblematico. E i costi della politica? Nessun segnale su questo fronte, nonostante sia diffusa e consolidata l’opinione in ordine all’inutilità della società Cesis s.p.a., dell’Ente Biennale di Archeologia e dell’Ente Autodromo di Pergusa. Zero anche sugli aspetti programmatici. Una Multiservizi s.p.a. che continua a gravare ogni anno sul bilancio provinciale oltre 7 miliardi di vecchie lire, un Liceo Linguistico che, nonostante l’amicizia con il Governo Prodi, non si riesce a trasferire allo Stato ed una viabilità provinciale e rurale da terzo mondo, anzi da casinò, visto che il Vice Ministro Capodicasa continua a fare il gioco delle tre carte con i promessi finanziamenti. Siamo all’ultima fermata e non ci aspettiamo una dimissione eclatante per carità, ma è troppo pretendere un maggiore rispetto delle Istituzioni nelle scelte che la politica dovrà fare nei prossimi mesi? E’ troppo pretendere dai partiti politici candidature calibrate all’impegno richiesto? E’ troppo richiedere, anche per i futuri Consiglieri provinciali, candidature di esponenti all’altezza del compito, con un minimo di competenza e di formazione professionale?
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